Le origini-l autismo parte del mondo non un mondo a parte

    

Le origini

Siamo una famiglia autistica.

Eccoci qua. Mamma Tatiana , papà Matteo e due splendide bimbe Alma e Mira.
La più grande, Alma, nello spettro autistico.
Nulla sapevamo di questa condizione prima che Alma arrivasse nella nostra vita, era un pomeriggio d'inverno, faceva freddo... ma mai quanto fece freddo l'inverno di due anni dopo. L'inverno della diagnosi: AUTISMO.
Compromissione del linguaggio, della comprensione verbale, della comunicazione, della sfera sociale, difficoltà relazionali, difficoltà ad eseguire piccoli compiti, persino a voltarsi se chiamata per nome, difficoltà a guardare negli occhi, interessi ristretti, stereotipie, comportamenti problema.
Queste le primissime parole con cui dovemmo iniziare a confrontarci.
Le stesse che d'un tratto spazzarono via quelle fragili certezze su cui in genere si costruisce una vita.


 
Non potemmo soffermarci sul dolore. Bastarono davvero pochi giorni per capire che la vita, spietata, sarebbe andata avanti. Pochi mesi per capire che non sarebbe stato semplice ma doveroso reagire e continuare ad inseguire la felicità.
Ci rimettemmo in cammino. Funamboli sul filo invisibile della disabilità. Un passo alla volta scoprimmo un mondo delicato, silenzioso dove potemmo ritrovare il valore dell'amore incondizionato. La necessità di esserci l'uno per l'altro.

 
L'amore si tradusse in speranza, giorno dopo giorno la speranza in azione. E fu così che nell'estate del 2017 nacque l'associazione SerenaMente. Iniziammo a raccontare la nostra storia e a cercare persone sensibili che come noi avessero il bisogno di costruire per i loro figli un mondo più accogliente, dove poter prendere atto della vita, della diversità; sperimentare l'amicizia, affrontare le difficoltà: imparare, giocando, il mestiere di vivere coi mezzi che abbiamo, a superare gli ostacoli o a farseli amici.
Mettiamo al mondo i figli. E non scegliamo né l'uno né gli altri. Ciò nonostante con amore ed impegno possiamo fare molto per entrambi.
Possiamo essere migliori. Sempre. Anche quando pensiamo che stiamo dando il massimo. Questo è quello in cui crediamo mentre, stanchi e insieme instancabili, pensiamo al prossimo sogno da realizzare.  
FAR CONOSCERE, COINVOLGERE, e FARE, i nostri grandi filoni.
FAR CONOSCERE perché la conoscenza abbatte le barriere, le paure verso ciò che è diverso e raro come la disabilità. COINVOLGERE perchè più saremo e maggiore sarà il pezzo di mondo che potremmo costruire, maggiore la speranza di una vita serena, nonostante le difficoltà.  
FARE, consapevolmente, perché solo nell'azione é il vero cambiamento: é grazie all'azione che un sogno diventa progetto e un progetto realtà.